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Desmite prossimale del Legamento Sospensore del Nodello negli arti posteriori

28 apr 2021
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 6 set


La desmite del legamento sospensore prossimale (proximal suspensory ligament desmitis, PSLD) rappresenta una causa frequente di zoppia bilaterale degli arti posteriori o di riduzione delle performance atletiche (Dyson, 1991; Dyson, 2007). I cavalli affetti da PSLD cronica presentano una prognosi sfavorevole indipendentemente dal trattamento effettuato (Dyson and Genovese, 2011).

È stato dimostrato che l’esame ecografico rappresenta un accurato predittore della presenza di patologia del legamento sospensore (SL) riscontrata all’esame post-mortem e confermata istologicamente (Dyson et al., 2017), sebbene in alcuni casi la diagnosi possa risultare difficoltosa (Meehan and Labens, 2016).

Negli arti posteriori, la persistenza della sintomatologia può essere attribuita a una sindrome compartimentale, con compressione del nervo metatarsale plantare (Dyson and Genovese, 2011), oppure a un accumulo eccessivo di proteoglicani all’interno del legamento sospensore, configurando una desmite degenerativa del legamento sospensore (Baxter and Stashak, 2011).

Il trattamento chirurgico comprende la neurectomia del ramo profondo del nervo plantare laterale, da sola o associata a fasciotomia plantare. Tuttavia, nessuna delle due procedure è raccomandata, a causa della prognosi sfavorevole, nei pazienti caratterizzati da garretti rettilinei e articolazioni metacarpofalangee iperestese (Dyson and Murray, 2012).

Durante l’intervento chirurgico è stata descritta l’iniezione di cellule derivate dal midollo osseo, plasma ricco di piastrine (PRP) o matrice di vescica urinaria suina, con percentuali di successo comprese tra il 79 e l’84%; tuttavia, non è stato documentato il periodo di follow-up (Bathe, 2008). L’assenza di follow-up superiori a un anno rappresenta il principale limite della maggior parte degli studi disponibili.

Altre opzioni chirurgiche comprendono la desmoplastica associata a fasciotomia, con una percentuale di successo riportata dell’85% (Hewes and White, 2006), oppure la neurectomia tibiale (Dyson and Genovese, 2011); tuttavia, le evidenze disponibili in letteratura sono molto limitate.

La gestione conservativa e il riposo (Dyson, 1994), la terapia con onde d’urto extracorporee (Extracorporeal Shock Wave Therapy, ESWT) (Lischer et al., 2006) e la terapia con onde di pressione radiali (Crowe et al., 2004) hanno prodotto risultati poco soddisfacenti. Dopo un periodo di esercizio controllato della durata di tre mesi può infatti osservarsi un iniziale miglioramento clinico, al quale generalmente non segue un ulteriore miglioramento (Dyson and Genovese, 2011).

L’utilizzo del PRP è stato descritto nel trattamento della desmite acuta del legamento sospensore, in presenza di lesioni centrali (core lesions) (Romagnoli et al., 2015), e nella desmite del corpo del legamento sospensore (Waselau and Genovese, 2008), riportando una prognosi eccellente dopo un periodo di esercizio controllato. Entrambi gli studi, tuttavia, comprendevano un numero limitato di cavalli con lesioni acute.

Il PRP, il siero equino e il midollo osseo acellulare (Acellular Bone Marrow, ABM) sembrano possedere, in vitro, la capacità di favorire la guarigione del legamento sospensore (Smith et al., 2006); sono tuttavia necessari ulteriori studi in vivo, soprattutto sui casi cronici e non esclusivamente sulle lesioni acute.

In un recente studio, Giunta et al. (2019) hanno considerato sia il PRP sia l’ESWT trattamenti sicuri per la PSLD, riportando una percentuale di successo del 79% a un anno dal trattamento. Questa elevata percentuale di successo è tuttavia correlata a una bassa gravità della zoppia al momento dell’inclusione nello studio e ad alterazioni ecografiche di basso grado.

Seabaugh et al. (2017) hanno dimostrato in vitro che un’iniezione di PRP seguita da ESWT può stimolare il rilascio di fattori di crescita da parte delle piastrine. La combinazione di queste due modalità terapeutiche necessita di ulteriori studi in vivo, ma potrebbe rappresentare in futuro un’ulteriore possibile opzione terapeutica.


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  • Seabaugh KA, Thoresen M and Giguère S (2017) Extracorporeal Shockwave Therapy Increases Growth Factor Release from Equine Platelet-Rich Plasma In Vitro. Front. Vet. Sci. 4:205. Pp 1-6

  • Smith JJ, Ross MW, Smith RKW (2006) Anabolic effects of acellular bone marrow, platelet rich plasma, and serum on equine suspensory ligament fibroblasts in vitro. Vet Comp Orthop Traumatol 1, pp. 43-47

  • Waselau M and Genovese RL (2008) Intralesional injection of platelet-rich plasma followed by controlled exercise for treatment of midbody suspensory ligament desmitis in Standardbred racehorses. JAVMA, Vol 232, No. 10, May 15, pp 1515-1520


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