Costipazione da sabbia del colon nel cavallo
Aggiornamento: 6 set
La sabbia rappresenta una delle cause di colica nel cavallo, tuttavia è importante determinarne la quantità, evitando il rischio di sovradiagnosi (Ruohoniemi et al., 2001; Korolainen and Ruohoniemi, 2002; Korolainen et al., 2003; Keppie et al., 2008; Kilcoyne et al., 2017).
Korolainen e Ruohoniemi (2002) hanno riscontrato che l’esame ecografico è una metodica pratica e affidabile, con una specificità e una sensibilità dell’87,5% nel rilevare gli accumuli di sabbia. Tuttavia, gli accumuli di piccole dimensioni e quelli localizzati dorsalmente, così come l’altezza delle sacculazioni contenenti sabbia, risultavano difficili da identificare e valutare, con il rischio di sottostimare la quantità di sabbia presente. Per questo motivo, l’ecografia non può sostituire completamente l’esame radiografico (Korolainen and Ruohoniemi, 2002), ma rappresenta un metodo di grande valore per monitorare la risoluzione dell’accumulo di sabbia, valutare la lunghezza dell’impaccamento, la forma e la regolarità del profilo dell’addome ventrale e la motilità intestinale.
Le radiografie cranio-ventrali sono state utilizzate da Ruohoniemi et al. (2001) per monitorare la risoluzione degli accumuli di sabbia; tuttavia, questa metodica non consente di valutare la regolarità del profilo addominale e la motilità intestinale. L’ecografia risulta pertanto utile anche per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni ionizzanti (Korolainen et al., 2003).
Kendall et al. (2008) consigliano di acquisire almeno tre proiezioni latero-laterali, poiché gli accumuli di sabbia sono generalmente localizzati ventralmente; gli autori raccomandano inoltre di includere le coste nel campo radiografico, così da evitare una sottoesposizione. Keppie et al. (2008) suggeriscono di eseguire una valutazione radiografica completa dell’addome, al fine di identificare eventuali accumuli di sabbia localizzati più dorsalmente o caudalmente.
Per ridurre l’esposizione alle radiazioni, l’utilizzo di una cassetta radiografica con manico lungo consente di aumentare la distanza del personale dal fascio primario. È impossibile determinare il volume degli accumuli di sabbia, poiché la radiografia è una metodica di diagnostica per immagini bidimensionale (Kendall et al., 2008).
Per quanto riguarda i sistemi di valutazione radiografica (scoring system) degli accumuli di sabbia, in letteratura sono stati descritti diversi metodi. Korolainen e Ruohoniemi (2002) hanno elaborato un sistema di classificazione in cui il grado 0 corrisponde all’assenza di sabbia, mentre il grado 4 indica una massa di dimensioni >5 × 15 cm o >15 × 5 cm, oppure un accumulo sottile (<5 cm di altezza ma di lunghezza superiore a 15 cm). Un limite del loro studio è rappresentato dalla mancata correlazione tra le dimensioni dell’accumulo e la taglia del paziente.
Kendall et al. (2008) hanno riscontrato che i gradi 1 e 2 rappresentano reperti frequenti nei cavalli, senza tuttavia una rilevanza clinica.
Keppie et al. (2008) hanno standardizzato l’altezza e la lunghezza dell’accumulo di sabbia rapportandole alla larghezza della porzione centrale del corpo di una costa caudale, ovvero quella più vicina alla pellicola radiografica, in modo da ridurre l’effetto dell’ingrandimento radiografico. Gli autori hanno inoltre valutato la localizzazione, l’opacità e l’omogeneità degli accumuli. Questo metodo è risultato più oggettivo e caratterizzato da una maggiore concordanza tra gli osservatori.
Kilcoyne et al. (2017) non concordano invece con l’utilizzo delle misurazioni di altezza e larghezza, poiché gli impaccamenti di sabbia presentano generalmente un margine irregolare e ondulato. Gli autori descrivono pertanto l’utilizzo della superficie totale e dell’area della sezione trasversale dell’accumulo di sabbia come parametri di misurazione più oggettivi.
Hart et al. (2013) hanno valutato la proiezione radiografica addominale più cranio-ventrale confrontando la larghezza massima dell’accumulo di sabbia a livello del colon con il diametro del lume colico nel segmento interessato, attribuendo un punteggio radiografico compreso tra 0 e 3 (0 = assenza di accumulo di sabbia colica visibile; 3 = accumulo pari al 60% del lume).
Quando tutti i margini dell’accumulo possono essere definiti e le sue dimensioni possono essere misurate, gli accumuli vengono considerati separati/distinti (Korolainen and Ruohoniemi, 2002).
Il ricorso al trattamento chirurgico mediante laparotomia è direttamente correlato alla presenza di gas, sia all’esame radiografico sia all’esplorazione transrettale, piuttosto che alla quantità di sabbia presente (Kilcoyne et al., 2017). Tuttavia, nel 50% dei casi sottoposti a trattamento chirurgico per colica da sabbia erano presenti molteplici impaccamenti di sabbia (Specht and Colahan, 1988; Ragle et al., 1989; Granot et al., 2008).
La futura gestione medica potrebbe prevedere una combinazione di psillium e solfato di magnesio (MgSO₄), che nello studio di Niinistö et al. (2018) è risultata superiore al trattamento con il solo psillium.
Bibliografia:
· Campbell, M.L.; Ackerman, N.; Peyton, L.C. (1984) Radiographic anatomy of the foal, Veterinary Radiology, 25(5), pp: 194-204
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· Hart K A, Linnenkohl W, Mayer J R, House A M, Gold J R and Giguère S (2013) Medical management of sand enteropathy in 62 horses. Equine Veterinary Journal 45, pp 465-469
· Kendall, A., Ley, C., Egenvall, A. and Bröjer, J. (2008) Radiographic parameters for diagnosing sand colic in horses. Acta Veterinaria Scandinavica, 50 (1), pp. 1–7
· Keppie, N. J., Rosenstein, D. S., Holcombe, S. J. and Schott, H. C. (2008) Objective radiographic assessment of abdominal sand accumulation in horses. Veterinary Radiology and Ultrasound, 49(2), pp. 122–128
· Kilcoyne, I., Dechant, J. E., Spier, S. J., Spriet, M. and Nieto, J. E. (2017) Clinical findings and management of 153 horses with large colon sand accumulations. Veterinary Surgery, 46(6), pp. 860–867
· Korolainen, R. and Ruohoniemi, M. (2002) Reliability of ultrasonography compared to radiography in revealing intestinal sand accumulations in horses. Equine veterinary journal,
34(5), pp. 499–504
· Korolainen, R., Kaikkonen, R. and Ruohoniemi, M. (2003) Ultrasonography in monitoring the resolution of intestinal sand accumulations in the horse. Equine Veterinary Education 15(6), pp. 331-336
· Niinistö, K.E., Ruohoniemi, M. O., Freccero, F. and Raekallio M.R. (2018) Investigation of the treatment of sand accumulations in the equine large colon with psyllium and magnesium sulphate, Equine Veterinary Journal, Vol 238, pp: 22-26
· Ragle CA, Meagher DM, Lacroix CA, Honnas CM. (1989) Surgical treatment of sand colic: Results in 40 horses. Vet Surg;18. Pp. 48–51
· Ruohoniemi, M., Kaikkonen, R., Raekallio, M. and Luukkanen, L. (2001) Abdominal radiography in monitoring the resolution of sand accumulations from the large colon of horses treated medically. Equine veterinary journal, 33(1), pp. 59–64
· Specht TE, Colahan PT. (1988) Surgical treatment of sand colic in equids: 48 cases (1978–1985). J Am Vet Med Assoc; 193:pp. 1560–1564.





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